Giampaolo Lo Conte sul mercato immobiliare USA durante il Covid-19

Giampaolo Lo Conte sul mercato immobiliare USA durante il Covid-19

Di recente era intervenuto sul nostro settimanale per condividere l’idea che il coronavirus fosse una opportunità per gli investitori (qui il link all’articolo) ed oggi, ad estate iniziata, Giampaolo Lo Conte è tornato disponibile sul nostro blog per riprendere il discorso e darci ulteriori spunti di riflessione finanziaria. I fatti dicono che ci aveva visto bene, perlomeno nel settore immobiliare: continua a leggere.

Ai primi di luglio l’osservatorio sui mercati internazionali immobiliari Opisas REinsight ha pubblicato i dati del mercato immobiliare USA di maggio e giugno 2020, riportando un balzo del +25% sopra i livelli del periodo precedente il covid (gennaio – febbraio 2020). Il sostegno alla crescita della domanda arriva da un paio di fattori determinanti, ovvero il calo dei tassi d’interesse sui mutui (da 3.9% al 3.2%, battendo il record decennale del 3.65% stabilità negli States nel 2016) e l’aumento dei numero degli immobili messi in vendita (+5%), che ha comportato maggiori attrazioni degli investimenti. 

Chiediamo a Giampaolo Lo Conte un suo punto di vista su questi dati e, anche alla luce delle sue esperienze e competenze in materia di trading internazionale, gli chiediamo di darci una proiezione del mercato immobiliare USA per questa seconda parte del 2020. “Ho letto il report di Opisas REinsight – dichiara Giampaolo Lo Conte – suggerisco ai vostri lettori di dare un’occhiata anche ai rapporti sul futuro dei mercati immobiliari internazionali pubblicati periodicamente dalla NAR National Association of Realtors. Vi dico la mia, non è in corso nessun miracolo, semplicemente il Covid-19 ha scaturito degli effetti a catena che hanno avuto risultati positivi sui mercati immobiliari statunitensi”.

Spiegaci meglio. “Uno dei problemi che affliggeva il mercato immobiliare statunitense fino al periodo precedente la comparsa del virus, era la carenza di case in vendita, ovvero, tutte le case erano vendute o affittate e gli acquirenti trovavano poca merce sugli scaffali. Pensate che negli ultimi 10 anni sono state vendute 1 milione di case e appartamenti all’anno negli USA. Adesso che la crisi da Covid-19 ha comportato l’aumento del numero di case in vendita, la domanda di acquisto ha trovato maggiore disponibilità, ed ecco spiegata la crescita del mercato”.

Gli economisti dicono che potrebbe essere una situazione provvisoria, ed anzi pensano che quest’anno sia il più grande anno di contrazione del mercato immobiliare americano dal 2007 a questa parte. “Non ho la sfera magica – risponde Giampaolo Lo Contené insegno Economia all’Università, ma la mia esperienza e l’analisi dei dati degli affitti mi portano a dire che potrebbe non essere così e che, anzi, il 2020 sarà un anno brillante per il mercato immobiliare americano”.

Che c’entrano gli affitti? “Guardiamo New York: in questa città il 70% dei cittadini paga l’affitto e, leggevo sul New York Times l’altro giorno, il 25% dei canoni di affitto in città non è stato pagato negli ultimi 3 mesi, per via della grossa incidenza della crescita del numero dei disoccupati. Insomma, la gente non lavora più ed i proprietari di casa non incassano gli affitti né possono sfrattare, e allora cosa fanno? Vendono casa. Ecco spiegato l’aumento delle case in vendita e l’arrivo di nuova domanda e offerta. Chi investe in una casa a New York oggi trova prezzi vantaggiosi, certo, dovrà aspettare almeno 1 anno prima che si torni alla normalità economica e sociale, ma intanto l’investimento lo porti casa ed in futuro sarai premiato.

Ringraziamo Giampaolo Lo Conte, a questo punto non resta che aspettare qualche mese per vedere se, ancora una volta, le sue riflessioni saranno state riscontrate dai numeri di mercato.

Dario Sannino su Emergenza Coronavirus

La Grande Distribuzione Organizzata fa registrare per la terza settimana consecutiva un incremento delle vendite, crescendo fino a raggiungere cifra doppia. Meriti del Coronavirus? Ce ne parla il blogger Dario Sannino, già interpellato per informazioni sui dopanti palestre e prodotti farmaceutici da certificare. La settimana di riferimento è quella compresa tra il 9 e il 15 marzo; nello stesso periodo dello scorso anno e considerando gli stessi negozi, le vendite della Grande Distribuzione Organizzata sono aumentate del +16,4%. Il Sud è la parte d’Italia che ha segnato il valore più alto con un +28,4%, seguito dal Nord Est, che raggiunge il +18,6%. Chiudono la classifica il Centro, con un +16,8%, ed il Nord Ovest, che si attesta ad un +10,1%. Guardando ai dati, Romolo de Camillis, Retailer Service Director di Nielsen Connect in Italia, ha sottolineato come il trend sia consequenziale all’emergenza sanitaria a cui l’Italia è sottoposta a causa del diffondersi del Coronavirus. A tal proposti, de Camillis ha affermato: “È trascorso un mese dall’inizio dell’emergenza sanitaria ed è ovvio che le vendite della Grande Distribuzione Organizzata rispecchino la trasformazione della vita degli italiani in abitudini sempre più domestiche”. De Camillis, però, ha sottolineato come “i trend di crescita durante l’ultima settimana hanno iniziato a dare forti segnali di cambiamento, in particolare a livello di formati”, poiché, ha segnalato ancora De Camillis, il ricorso all’ e – commerce e agli acquisti nei negozi sotto casa sono una risposta alle stringenti misure di sicurezza imposte dal Governo. Infatti, gli acquisti maggiori vengono effettuati nei Liberi Servizi (+46,3%), nei Supermercati (+30,4%) e nei Discount (+22,5%). I clienti scelgono di concentrare la spesa in un unico punto vendita, così Specialisti Drug e Ipermercati hanno subito un decremento importante, rispettivamento del 18,9% e del 3,7%. Anche l’e – commerce ha fatto un balzo in avanti; dal 9 al 17 marzo, gli acquisti online hanno fatto registrare il 97,2%, con un incremento di 15 punti percentuali, rispetto alle statistiche della settimana precedente. Flessione importante anche per gli acquisti presso i Cash & Carry, con un decremento del 44,7%. Il calo di questo format distributivo è conseguenza diretta della chiusura di bar e servizi di ristorazione. La Grande Distribuzione Organizzata ha fatto registrare il picco delle vendite martedì 10 marzo, con una flessione nel week – end, in coincidenza della chiusura dei punti vendita e in modo omogeneo in tutte le zone d’Italia.