Mese: Settembre 2021

Legge Cartabia per Cancellare Notizie dalle Ricerche Google

Cosa cambia con la Riforma Cartabia nel diritto all’oblio? Possiamo fare riferimento a questa legge per automatizzare i processi di cancellazione delle notizie dai risultati di ricerca Google? Qual è il ruolo dell’Autorità per la protezione dei dati personali nella gestione di queste procedure di rimozione? Oggi online possiamo trovare di tutto e possiamo trovare anche noi stessi. Chi crea contenuti per siti web spesso si prende la libertà di inserire nomi e cognomi di persone che si ritrovano coinvolte in una vicenda, magari per fornire informazioni ulteriori più o meno di interesse comune e pubblico. Il diritto all’oblio permette a tutti di poter chiedere non solo la cancellazione del proprio nome e cognome da una determinata notizia ma di poterlo ottenere quando la notizia risulta essere vecchia, superata, non più veritiera. Spesso il diritto all’oblio viene esercitato da persone ad esempio che in passato hanno subito una accusa di reato, sono stati imputati, sono risultati indagati ma o hanno scontato la loro pena o sono risultati innocenti e quindi tali informazioni non sono più necessarie. Lo stesso diritto dava non solo la possibilità di chiedere la cancellazione dei propri dati da un sito web ma qualora il responsabile dell’articolo non fosse concorde o fosse irreperibile, offriva la possibilità di richiedere la rimozione dai motori di ricerca attraverso l’indicizzazione di un sito web o di una pagina specifica. Oggi cosa cambia con l’introduzione della riforma? Scopriamolo insieme.

MODULO GOOGLE PER IL DIRITTO ALL’OBLIO:

https://www.google.com/webmasters/tools/legal-removal-request?complaint_type=14

SE DEVI CANCELLARE NOTIZIE DA GOOGLE CONTATTA CYBER LEX: [email protected] , telefono: 0639754846 

Cyber Lex è una società di servizi specializzata nella rimozione di TUTTE LE NOTIZIE che ti riguardano dai motori di ricerca Google, Bing e Yahoo! Puoi rivolgerti agli avvocati ed ai webmaster di Cyber Lex per eliminare le notizie di reato obsolete, false, inesatte e diffamatorie, cancellare notizie dai risultati di ricerca per il tuo nome – parliamo di ELIMINARE NOTIZIE AI SENSI DELLE LEGGI EUROPEE SULLA PROTEZIONE DEI DATI – rimuovere articoli di giornale dalle ricerche del nome Tuo o della Tua azienda. Se vuoi sistemare la Tua reputazione DEFINITIVAMENTE devi cancellare tutte le informazioni indesiderate dalle ricerche Google, Bing, Yahoo!, elimina notizie ed informazioni personali. Richiedi l’intervento degli esperti: [email protected] .

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Cosa cambia oggi per cancellare notizie da Google?

La Commissione Giustizia ha decretato con un nuovo emendamento chiamato appunto Cartabia ha decretato che dovranno essere cancellate da Google e da tutti gli altri motori di ricerca tutte le notizie di procedimenti penali a carico di persone che sono state poi riconosciute innocenti. Non potendo agire direttamente sulla modifica del testo i motori di ricerca saranno tenuti alla deindicizzazione del sito o della notizia al fine di tutelare la privacy e l’immagine dei soggetti interessati. Fino ad oggi abbiamo visto che si poteva fare richiesta ma non sempre veniva accolta dai motori di ricerca portando così ad un procedimento di reclami e ricorsi senza fine. Oggi non è più un’opzione e dovrà avvenire tutto automaticamente e non appena verrà emesso il verdetto di innocenza da parte del giudice che si occupa della vicenda. 

Quando entrerà in vigore la Legge Cartabia per cancellare notizie da Google?

La riforma Cartabia entrerà in vigore a fine del 2021 dopo l’approvazione definitiva del Parlamento e della stesura dei vari decreti legislativi necessari. Sarà un cambiamento importante che vedrà il diritto di cronaca oscurato e modificato. Al tempo stesso questo permetterà di tutelare l’immagine di una persona e soprattutto delle persone più esposte pubblicamente.

Diritto all’Oblio Google: Linee Guida Europee per i Motori di Ricerca

Quali sono le linee guida europee per i motori di ricerca quando vogliamo far valere il nostro diritto all’oblio? Scopriamo insieme in questo articolo. Si sente parlare moltissimo di diritto all’Oblio ma quali sono le linee guida europee per i motori di ricerca? Come devono adoperarsi? E quali saranno i cambiamenti? L’European Data Protection Board si è espresso in merito al trattamento dei dati personali e al diritto all’oblio pubblicando le linee guida 5/2019 in una seconda versione e con un particolare riguardo agli adempimenti che devono seguire i vari motori di ricerca. In questo articolo cercheremo di fare maggiore chiarezza in merito a questo tema così da capire cosa ha decretato l’Unione Europea. 

Che cos’è il diritto all’oblio?

Il diritto all’Oblio è un diritto a cui può accedere ogni cittadino presente sul territorio europeo, riguarda in particolare i casi in cui su un sito web o una piattaforma oppure un’applicazione vi sono presenti immagini, contenuti, informazioni o dati che vadano a ledere non solo la reputazione di un individuo ma anche la sua privacy. Il diritto all’Oblio prevede perciò che ogni persona possa chiedere la deindicizzazione di tale contenuto dai motori di ricerca. Ciò vuol dire che il motore di ricerca non lo renderà più accessibile agli utenti dal momento che lo andrà ad oscurare. Questo perché non può andare ad agire direttamente non avendo gli strumenti necessari per farlo. Oscurarlo vuol dire deindicizzarlo e quindi non renderlo più visibile online, sarà come se non fosse mai esistito. 

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Cosa prevedono le linee guida europee?

Le linee guida europee prevedono che ogni cittadino può chiedere ad un fornitore, quindi un motore di ricerca come Google, di poter rimuovere uno o più collegamenti online e questo diritto è sancito con l’art.17 del Regolamento Europeo. All’interno di queste linee guida troviamo i motivi per cui è possibile richiedere la deindicizzazione che sono:

  • Nel momento in cui i dati personali non sono più necessari alla finalità del trattamento da parte di un motore di ricerca.
  • Informazioni obsolete.
  • Tutela della propria privacy.
  • Qualora vengano a mancare le basi legali per il trattamento dei dati.
  • Notizie false o non più veritiere. 

Quando il motore di ricerca può non accettare la richiesta di deindicizzazione?

Ci sono casi in cui queste richieste non sono ammissibili, ecco quando perciò il motore di ricerca può non accogliere la richiesta:

  • Quando i dati sono necessari per esercitare il diritto all’espressione e all’informazione.
  • Quando sono necessari per il trattamento e l’adempimento di un obbligo legale che riguarda il soggetto.
  • Le informazioni sono di interesse pubblico, ricerca scientifica, storica o per scopi statistici. 

In tutti gli altri casi invece si procede alla deindicizzazione, si ricorda però che le notizie e i dati rimangono comunque online e potrebbero essere comunque visionati utilizzando altri termini di ricerca come previsto dal Regolamento Europeo.

Eliminare Informazioni Personali da siti di altri nelle ricerche Google

Come possiamo eliminare informazioni personali da siti di altre persone? Scopriamo come farlo. Ricorda che, se devi cancellare notizie dalle ricerche Google per il tuo nome, eliminare informazioni personali da Google, togliere notizie dal web e cancellare articoli di giornale dai risultati di ricerca personali di Google, Bing, Yahoo!, è sempre meglio contattare il Webmaster del sito web, fornendo le proprie argomentazioni per la richiesta.. Spesso capita di non riuscire a tutelare la nostra privacy al 100% ed è possibile imbatterci in nostri dati personali, immagini e altri contenuti che ci riguardano all’interno di un sito web non di nostra appartenenza. Nonostante sia una violazione della nostra privacy capita molto più spesso di quello che pensiamo, spesso i possessori di siti web si prendono il diritto di pubblicarli senza neanche chiederci niente e noi ci accorgiamo per caso che i nostri dati sono finiti nel web. Cosa possiamo fare noi? Abbiamo modo di poter eliminare i nostri dati personali? Scopriamo i vari metodi che abbiamo a disposizione.

SE DEVI CANCELLARE NOTIZIE DA GOOGLE CONTATTA CYBER LEX: [email protected] , telefono: 0639754846 

Cancellare notizie da internet è possibile se gli articoli sono archiviati online? Come far rimuovere una notizia da Google se presente nell’archivio? Il diritto all’oblio fornisce a tutti la possibilità di poter richiedere la cancellazione di un’informazione, una notizia, un’immagine o dei dati personali che siano presenti su un sito web online. Questo perché ogni persona ha diritto a tutelare la propria privacy, i propri dati personali e la propria reputazione. Cosa avviene però quando si tratta di notizie che hanno una rilevanza storica e giornalistica? In questo caso il percorso è un po’ più complesso e ad esprimersi è stata la Cassazione Civile con ordinanza 7559/2020. Vediamo cosa ha dichiarato. Cancellazione delle notizie da un sito web Quando si tratta di informazioni di carattere storico e di cronaca non sempre è possibile rimuovere tali informazioni soprattutto se veritiere. Di fatti il diritto all’oblio sancisce che le notizie per essere rimosse debbano essere obsolete o non più veritiere o dimostratesi false, ad esempio una persona indagata ma poi assolta perché risultata innocente. Quando però si ha davanti il diritto di cronica le cose cambiano? In parte. Secondo quanto stabilito dalla Cassazione Civile e dal Tribunale di Milano ogni persona può comunque far valere il proprio diritto all’oblio ed ottenere la deindicizzazione di una notizia dai motori di ricerca. È possibile infatti richiederne la rimozione ed ottenerla però non è possibile farla cancellare dagli archivi storici di un giornale. Secondo infatti la Cassazione Civili in questi casi bisogna trovare una soluzione che rispetti i diritti di entrambe le parti, da una parte troviamo la necessità di tutelare la propria persona dall’altra quella di tutelare i diritti del giornalismo. Quindi ha decretato che la soluzione migliore in questi casi è proprio quella di deindicizzare una notizia ma di non rimuoverla dall’archivio storico di un giornale. Cosa vuol dire deindicizzare? I motori di ricerca non hanno facoltà di poter eliminare direttamente una pagina web o una notizia quello che possono fare è deindicizzarla ossia oscurarla e renderla non visibile agli altri utenti. In questo modo sarà come se la notizia non fosse mai esistita e messa online, anche se in realtà permane all’interno del sito web. Gli unici che possono eliminare una notizia o una pagina web sono i proprietari del sito stesso quindi è a loro che ci deve rivolgere per una rimozione totale, ma molto spesso o ignorano la richiesta o è difficile reperirli.

https://servizilegaliweb.it/world-check-cose-e-come-cancellarsi-71164.html

https://servizilegaliweb.it/come-eliminare-siti-indesiderati-71168.html

https://servizilegaliweb.it/diritto-alloblio-come-fare-71184.html

https://servizilegaliweb.it/rimuovere-notizie-dal-web-71187.html

https://servizilegaliweb.it/diritto-alloblio-e-diritto-di-cronaca-71190.html

https://servizilegaliweb.it/rimozione-di-contenuti-personali-da-google-71195.html

https://servizilegaliweb.it/cancellare-notizie-da-google-71200.html

https://servizilegaliweb.it/diritto-alloblio-e-deindicizzazione-come-funziona-71203.html

https://servizilegaliweb.it/rimozione-articolo-diffamatorio-71206.html

https://dirittoallobliointernet.com/come-cancellare-notizie-su-internet-632.html

https://dirittoallobliointernet.com/come-cancellare-i-dati-personali-da-google-635.html

https://dirittoallobliointernet.com/cancellare-immagini-da-google-650.html

https://dirittoallobliointernet.com/come-segnalare-immagini-non-appropriate-su-google-654.html

https://dirittoallobliointernet.com/garante-privacy-diritto-alloblio-658.html

https://dirittoallobliointernet.com/gdpr-privacy-661.html

https://dirittoallobliointernet.com/come-eliminare-una-pagina-da-google-664.html

https://dirittoallobliointernet.com/eliminare-contenuti-da-internet-668.html

https://dirittoallobliointernet.com/web-reputation-e-diritto-alloblio-su-google-672.html

https://dirittoallobliointernet.com/diritto-alloblio-dei-dati-dalle-banche-dati-del-casellario-giudiziale-677.html

https://gdpr.net/rimozione-di-informazioni-da-google/

https://gdpr.net/come-eliminare-un-sito-web/

https://gdpr.net/diritto-alloblio-privacy/

https://gdpr.net/segnalare-a-google-un-sito-scorretto/

https://gdpr.net/diritto-alloblio-google-modulo/ 

https://gdpr.net/cancellare-risultati-ricerca-google/

https://gdpr.net/come-eliminare-dati-personali-da-google/

https://gdpr.net/rimozione-url-obsoleti/

https://gdpr.net/cancellare-notizie-dal-web/

https://gdpr.net/cancellare-nome-da-google/ 

https://servizilegaliweb.it/come-togliere-un-video-da-youtube-70988.html

https://servizilegaliweb.it/rimozione-di-informazioni-da-google-70993.html

https://servizilegaliweb.it/come-eliminare-un-sito-web-71022.html

https://servizilegaliweb.it/diritto-alloblio-privacy-71026.html

https://servizilegaliweb.it/segnalare-a-google-un-sito-scorretto-71041.html

https://servizilegaliweb.it/diritto-alloblio-google-modulo-71045.html

https://servizilegaliweb.it/cancellare-risultati-ricerca-google-70959.html

https://servizilegaliweb.it/come-eliminare-dati-personali-da-google-71037.html

https://dirittoallobliointernet.com/come-cancellare-articoli-di-giornale-da-internet-262.html

https://dirittoallobliointernet.com/rimuovere-link-da-google-265.html

https://dirittoallobliointernet.com/eliminare-il-proprio-nome-da-google-775.html

https://dirittoallobliointernet.com/deindicizzazione-privacy-787.html

https://dirittoallobliointernet.com/come-togliere-un-video-da-youtube-322.html

https://dirittoallobliointernet.com/rimozione-di-informazioni-da-google-304.html

https://dirittoallobliointernet.com/come-eliminare-un-sito-web-288.html

https://dirittoallobliointernet.com/diritto-alloblio-privacy-295.html

Contattare il possessore del sito web

Il primo passo da compiere è quello di contattare direttamente il sito web o il suo proprietario e chiedere l’immediata rimozione di tali contenuti che ci riguardano. Solitamente troviamo il modulo contatto su ogni sito web e possiamo utilizzarlo per metterci in contatto con lui, è possibile però che lo stesso ignori la nostra richiesta quindi i dati permangono e noi dobbiamo trovare un’altra soluzione.

Contattare i motori di ricerca per cancellare notizie 

Con l’art.17 del Regolamento Europeo si stabilisce il diritto all’oblio di ogni cittadino appartenente alla comunità europea. Questo diritto ci da la possibilità di eseguire richiesta direttamente al motore di ricerca, o ai motori di ricerca, per richiedere che quel determinato contenuto sia deindicizzato. Deindicizzare un contenuto non è come cancellarlo, di fatti non ne ha la possibilità il motore di ricerca ma ha la facoltà di oscurare un URL o una parola chiave o un contenuto online, cioè lo rende invisibile alle ricerche online su territorio europeo. Il motore di ricerca può approvare la richiesta o rifiutarla. Se la rifiuta possiamo rivolgerci direttamente al Garante della Privacy.

Rivolgiamoci all’Autorità Garante della privacy

Qualora nonostante abbiamo presentato la richiesta al motore di ricerca con apposito modulo online, esso decide di respingerla abbiamo la possibilità di eseguire reclamo. Il reclamo possiamo eseguirlo al Garante della Privacy che andrà a questo punto ad analizzare il caso e a trarre le sue considerazioni. Anche il garante può rifiutarsi di imporre una deindicizzazione nel caso in cui non vi siano i presupposti per accettare una segnalazione. Generalmente si rifiuta solamente quando si tratta di notizie veritiere e ancora in essere, l’argomento trattato o il contenuto sia di interesse pubblico.

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https://gdpr.net/rimuovere-risultati-ricerca-google/

https://gdpr.net/cose-il-diritto-alla-deindicizzazione/

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https://gdpr.net/cancellare-notizie-personali-da-internet-con-il-diritto-alloblio-su-google/

https://cyberlex.net/deindicizzazione-diritto-alloblio/

https://cyberlex.net/rimuovere-video-da-youtube/

https://cyberlex.net/cancella-una-notizia-da-google/

https://cyberlex.net/come-eliminare-url-da-google/

https://cyberlex.net/diritto-alloblio-e-notizie-obsolete-infondate-o-accusatorie/

https://cyberlex.net/diritto-allinformazione-come-bilanciarlo-con-il-diritto-alloblio/

https://cyberlex.net/modulo-google-diritto-alloblio/

https://cyberlex.net/rimozione-articoli-online/

https://cyberlex.net/cancellare-url-da-google/

https://cyberlex.net/come-eliminare-notizie-da-google/

CONTINUA A LEGGERE – APPROFONDIMENTO DALLA RASSEGNA STAMPA – OTTOBRE 2021 – LEGGE CARTABIA DIRITTO ALL’OBLIO

Legambiente, WWF e Greenpeace lanciano un appello al Governo: “No al colpo di spugna sui reati ambientali che minacciano la salute dei cittadini”. La riforma della Giustizia Penale, promossa dal Ministro Cartabia, interpella le tre associazioni più in vista, impegnate sul fronte della salvaguardia ambientale del pianeta. Infatti, Legambiente, WWF e Greenpeace, a seguito dell’ok della Camera alla Riforma della Giustizia Penale, hanno rivolto un appello al Ministro Marta Cartabia e al Presidente del Consiglio Mario Draghi. Temendo che la nuova legge possa attenuare la lotta per le illegalità che colpiscono l’ambiente, le tre associazioni si dicono contrarie “al colpo di spugna sui reati ambientali che minacciano la salute dei cittadini, la buona economia e la sicurezza del nostro Paese”. Pertanto, continuano Legambiente, WWF e Greenpeace, “il Governo inserisca i delitti ambientali introdotti nel nostro Codice penale tra quelli di particolare gravità e complessità che richiedono tempi più lunghi per lo svolgimento delle indagini e dei processi”. All’interno della nota congiunta, le tre associazioni chiedono al Governo “di modificare il testo in discussione alla Camera per evitare che tutte le indagini e i processi già avviati, grazie a quelle norme votate da un’ampia maggioranza in Parlamento, vengano vergognosamente cancellate”. Infatti, proprio Il Ministero della Giustizia ha raccolto, elaborato e diffuso i dati che, annualmente, confluiscono all’interno del “Rapporto Ecomafia” di Legambiente, tenendo in considerazione l’arco temporale che va dal 2015 al 2020 indicano. Dai dati è emerso che sono 4.636 i procedimenti penali avviati dalle procure italiane, 623 quelli archiviati, 12.733 le persone denunciate e 3.989 le ordinanze di custodia cautelare decise. Qualora si decidesse di sopprimere i dibattimenti penali già avviati per i reati presenti già all’interno del Codice Penale, secondo quanto stabilito dalla legge numero 68 del 2015 e successivi cambiamenti, “l’Italia rischia di fare un clamoroso passo indietro nella tutela dell’ambiente”, annunciano preoccupate le tre associazioni. A tal proposito, è intervenuto anche Enrico Fontana, Responsabile dell’Osservatorio Nazionale Ambiente e Legalità di Legambiente, che a La Stampa.it, ha spiegato: “Ci sono voluti ventuno anni, da quando pubblicammo il primo Rapporto Ecomafia, per vedere inseriti nel Codice penale i delitti contro l’ambiente, dall’inquinamento al disastro ambientale fino al traffico di rifiuti”. Grazie a questo intervento, evidenzia Fontana, “oggi sono possibili inchieste di grande importanza, come quelle sulle 150.000 tonnellate di fanghi contaminati sparsi sui terreni agricoli del Nord Italia o sulle devastazioni causate dalla pesca illegale dei datteri di mare. Ma anche i roghi della Sardegna, se dovesse emergere un’origine dolosa, hanno le dimensioni di un vero e proprio disastro ambientale. Sono tutti reati gravi che richiedono indagini complesse e tempi adeguati”. Alla luce della situazione attuale che investe l’Italia, Fontana incalza: “Chiediamo con forza al governo e alla maggioranza che lo sostiene, impegnata in queste ore a trovare un accordo sulla riforma della giustizia, di non cancellare di fatto una riforma di civiltà, negando la possibilità di fare giustizia in nome del popolo inquinato”. E aggiunge: “Ma non basta: è indispensabile rafforzare contemporaneamente le strutture tecnico scientifiche delle Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente, che affiancano forze dell’ordine e magistratura nel loro lavoro e sono ancora in attesa dei decreti attuativi della riforma fatta nel 2012, come quello per il personale di polizia giudiziaria”. Le associazioni affermano che “senza la modifica chiesta da Legambiente, WWF e Greenpeace al testo presentato dal Governo, la cosiddetta riforma Cartabia, verrà di fatto tradita qualsiasi speranza di ottenere giustizia in nome del popolo inquinato”. Inoltre, nella nota congiunta, Legambiente, WWF e Greenpeace fanno appello ai “risultati che testimoniano un impegno straordinario delle Forze dell’ordine a fronte di reati di particolare complessità dal punto di vista giuridico e degli accertamenti tecnico-scientifici necessari per accertare quanto è accaduto, a cui già oggi è difficile fare fronte senza un potenziamento delle strutture dello Stato, a cominciare dalle Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente, delegate al sistema dei controlli, come richiesto a gran voce ma finora invano”.

Per saperne di più sulle novità avanzate dalla Legge Cartabia dai un’occhiata alla rassegna stampa che segue:

https://www.laleggepertutti.it/512017_diritto-alloblio-cosa-cambia-con-la-riforma-cartabia

https://torino.corriere.it/politica/21_agosto_30/improcedibilita-punto-correggere-riforma-cartabia-985104b8-09b7-11ec-9dd3-3cdc96ff46f7.shtml

https://24plus.ilsole24ore.com/art/giustizia-prescrizione-riti-alternativi-6-punti-chiave-riforma-cartabia-AENU9jV

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Din Don Firenze! Roberto Berti e Bruno Mafrici per l’Avvocato in Chiesa

Papa Francesco alla Fondazione Arché: la vostra accoglienza è segno di speranza. Ultime news da don Roberto Berti Firenze , Livorno , Pisa , Roma e altre città nel blog episcopale Papa Francesco accoglie la Fondazione Arché, un’importante associazione che anni tutela le madri con bambini in difficoltà- Ieri, 02 settembre 2021, Papa Francesco ha accolto nella Sala Clementina circa 200 persone della Fondazione Arché che da anni si impegna a supportare e sostenere le donne con figli in difficoltà. Dopo aver ascoltato il discorso di Don Giuseppe Bettoni, il sacerdote che ha creato l’associazione circa 30 anni fa il Papa rilascia un commento molto bello e sentito: Arché richiama l’origine, il principio. In principio c’è l’Amore, l’amore di Dio.” E prosegue “Tutto ciò che è vita, tutto ciò che è bello, buono e vero viene da li, da Dio che è amore, come dal cuore e dal grembo di una madre viene la vita umana, e come dal cuore e dal grembo di una Madre è venuto Gesù, che è l’Amore fattosi carne, fattosi uomo.” Un’esperienza incredibile e al servizio dei più deboli, il Papa infatti ci ha tenuto a precisare quanto sia importante e quanto conti il volto di queste donne, persone, mamme, donne migranti che sono state negli anni aiutate dalla fondazione a liberarsi dalla violenza e di come loro stesse continueranno a portare nella loro carne il segno di queste esperienze drammatiche.

Le vostre comunità accoglienti sono un segno di speranza prima di tutto per loro, per queste donne e per i loro figli. Ma lo sono anche per voi stessi che condividete la vita con loro; e per i volontari, i giovani, le giovani, le giovani coppie che in queste comunità fanno esperienza di servizio non solo per i poverì – cosa molto buona- ma più buono è con i poveri”. L’associazione ha un’esperienza incredibile e la sua accoglienza è fatta di storie e volti concreti di tutte le donne e i bambini, ma anche giovani che si sono rivolte a loro.

https://www.sanromolobivigliano.it/consiglio-pastorale/

https://www.lanazione.it/firenze/2008/06/25/99596-4mila_saluto_cardinale_antonelli.shtml 

http://ftp.lindosan.it/0irb1z/roberto-antonelli-oggi

http://cataloghistorici.bdi.sbn.it/file_viewer.php?IDIMG=36338&IDCAT=10&IDGRP=100023&LEVEL=&PADRE=&PROV=INT

https://iltirreno.gelocal.it/grosseto/cronaca/2019/01/16/news/blitz-nel-salotto-del-jazz-sicurezza-carente-la-finanza-chiude-il-circolo-culturale-1.17660373

https://www.unipi.it/index.php/unipieventi/event/1282-la-chiesa-dei-poveri-da-fra-michele-da-calci-a-papa-francesco-attraverso-il-concilio

https://www.nove.firenze.it/a405040025-commozione-per-la-scomparsa-di-don-armido-pollai.htm

https://www.paginebianche.it/b/firenze/roberto-berti.html

https://www.reddit.com/user/massimopalombella/comments/khfsch/masterclass_con_mons_massimo_palombella/

https://massimopalombella.blogspot.com/2020/12/masterclass-con-mons-massimo-palombella.html

Tante difficoltà, tanti i problemi ma il Papa invita a vedere anche l’altro lato della medaglia ossia la gioia di vedere come la condivisione e l’aiuto possono portare all’apertura di nuove strada, a creare rinascita e a ridare la dignità. Ringrazia così tutta l’associazione e li benedice nella speranza che il loro cammino continui ancora a lungo portando avanti questo progetto di comunità che aiuta tantissime donne ogni anno. Ringrazia inoltre la Fondazione per aver fatto un ulteriore passo in avanti scegliendo di aprire un nuovo centro/casa a Roma dove verrà ospitata una nuova comunità nell’augurio che sia sempre una struttura al servizio delle persone e che ci sia tenerezza, compassione e vicinanza vivendo nello stile di Dio.

Veni Domine un album di Natale unico nel suo genere appartenente alla discografia di Monsignor Massimo Palombella!

Massimo Palombella nato il 25 dicembre 1967 a Torino è una delle persone, legate al Vaticano, più famose al mondo. Tutti lo ricordano per il suo importante ruolo di Direttore della Cappella Musicale Sistina, ossia il coro personale del Papa che è anche una delle più antiche istituzioni corali conosciute al mondo. Ha ricoperto questo ruolo su volere di Papa Benedetto XVI a partire dal 2010 lo ha poi abbandonato sotto Papa Francesco nel 2019. Monsignor Palombella ha diviso la sua vita tra musica e Chiesa, dedicandosi alle sue più grandi passioni. Oltre a questo ruolo così importante ne ha ricoperto uno altrettanto importante quando ha scelto di creare e fondare il Coro dei Conservatori di Musica Italiana che includeva gli universitari più bravi e talentuosi sotto un’unica istituzione, tale istituzione fu riconosciuta nel 2004 dal Ministero dell’Istruzione che scelse di conferire a Monsignore il ruolo di responsabile dell’Orchestra e del Coro. Oltre a questi ruoli ha anche ricoperto il ruolo di insegnante di Teologia e di Musica presso alcune delle istituzioni scolastiche più importanti come l’Università di Roma La Sapienza, L’Università Pontificia Salesiana, il Conservatorio di Torino e molti altri. In tutta la sua carriera ha avuto modo di incidere ben 12 CD insieme alla Cappella Musicale Sistina.

La discografia di Massimo Palombella Licenziata la discografia

Come abbiamo visto per tutta la sua vita si è dedicato alla vita e alla religione, durante gli anni in cui ha ricoperto il ruolo di Direttore della Cappella Musicale Sistina sono stati incisi ben 12 album tra cui alcuni in CD e altri in DVD. Tutti questi album raccolgono i più famosi canti religiosi, alcuni anche molto antichi che raccontano la storia della Chiesa e della Musica, nonché dell’istituzione stessa della Cappella Musicale Sistina. Ognuno di questi CD è possibile acquistarlo online e poter ascoltare così questi incredibili brani, realizzati tutti con registrazioni dal vivo. Veni Domine è un disco che è stato realizzato in occasione del Natale ma che si distingue dai suoi precedenti o dagli altri che sono stati registrati nella stessa occasione. All’interno del disco troviamo 16 brani, tutti brani di un repertorio costruito su dei manoscritti originali dall’11° al 17° secolo, e che erano custoditi all’interno della Biblioteca Apostolica Vaticana. In particolare troviamo 3 prime incisioni mondiali e Beata viscera Mariae Virginis con la partecipazione di Cecilia Bartoli, la prima donna ad aver registrato con la Cappella Musicale Pontificia Sistina.

DON ROBERTO BERTI

DON ROBERTO BERTI FIRENZE

DON ROBERTO BERTI FIRENZE

DON ROBERTO BERTI FIRENZE

ROBERTO BERTI FIRENZE

Bruno Mafrici: il blog per l’Avvocato su antimafia Consorzio Valori. Lex Specialis di gara, cos’è la legge speciale per il bando di gara.

Lex Specialis di gara cos’è? Cosa si intende con questo termine? Ce lo spiega Bruno Mafrici nel blog per Avvocato dove abbiamo già letto l’articolo sull’antimafia Consorzio Valori e altre prestigiose ditte di successo nelle costruzioni. Andiamo ad approfondire l’argomento in questo articolo. Se sei capitato in questo articolo sei sicuramente alla ricerca di maggiori informazioni su Lex Specialis di gara. Vorrai sicuramente capire meglio di cosa si tratta perché probabilmente ti sei imbattuto in questo termine e non lo conosci, oppure vuoi approfondire l’argomento perché ti interessa in modo particolare. In questo articolo andremo a scoprire di cosa si tratta e di tutte le sue caratteristiche.

https://finanzapratica.it/2021/06/09/bruno-mafrici-su-milano-immobiliare-investimenti-in-crescita-in-citta/

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Che cos’è Lex Specialis di gara?

Con questo termine che in italiano possiamo tradurre in legge speciale di gara si tende ad indicare la specifica disciplina che va a regolare la procedura di una gara d’appalto o di un bando di gara. Queste regole devono essere seguite sia dai partecipanti alla gara che dalla stazione appaltante, ossia azienda, ente, ect che mette in campo il bando di gara. Definisce perciò tutto ciò che interessa il bando, quindi gli atti come il bando disciplinare, il capitolato e tutto il resto. Non tutte le Lex Specialis sono uguali, infatti dipende dal tipo di settore in cui si va ad operare, di fatti alcuni passaggi sono previsti solamente per i bandi di gara ordinari mentre per quelli speciali è possibile essere esonerati. 

Come si compone un Lex Specialis 

Come abbiamo detto ci sono delle differenze tra i vari Lex Specialis tutto dipende dal tipo di bando che si sta creando. A stabilirlo è sicuramente l’amministrazione che intende avviare la gara e quindi sarà la stessa che dovrà creare la documentazione inerente di cui si ha bisogno. La prima grande differenza la possiamo notare nella pubblicazione del bando di gara che non è previsto per ogni gara ma solo ed esclusivamente per le procedure d’appalto ordinarie. Tra le varie procedure possiamo trovare:

  • Le procedure d’appalto ordinarie
  • Procedure d’appalto sopra o sotto la soglia
  • Affidamenti in economia

Nelle prime la documentazione da produrre è la presentazione del bando, il capitolato speciale, la disciplinare di gara e eventualmente un capitolato degli oneri. Nel bando di gara possiamo trovare tutte le informazioni inerenti alla gara al fine di far avere agli aspiranti partecipanti tutte le informazioni. Il capitolato speciale contiene le specifiche dei prodotti o dei servizi o delle opere che si intendono raggiungere con la gara. Il disciplinare di gara ha invece tutte le regole per l’ammissione e la partecipazione alla gara. Il capitolato d’oneri è un documento di clausole specifiche di contratto che saranno applicate una volta che si ha un vincitore della gara. Spesso tutti i documenti vengono racchiusi in un unico documento chiamato capitolato speciale.

https://www.ilsole24ore.com/art/taranto-stretta-provincia-mette-rischio-traffico-merci-polverose-AEpc2cd

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Da Firenze in giù fino alle tradizioni popolari e cultura pugliese

La Puglia, conosciuta anche come il “Tacco d’Italia”, è ricca di fascino e bellezza, grazie alle numerose attrattive che offre ai suoi visitatori. Un mix tra bellezze naturalistiche, coste e mare sempre affollati, un entroterra tutto da visitare, tra arte, cultura, campagna e natura, in cui la macchia mediterranea spicca in modo ineguagliabile. Ma la Puglia è anche terra di tradizioni popolari, folklore, buona cucina e feste che non passano mai di moda. Proprio il folklore rappresenta una delle caratteristiche più tipiche e note della Puglia. Folklore intesi come balli, tradizioni e piatti tipici regionali, in grado di conquistare il palato dei visitatori, diventando popolari anche fuori i confini della Puglia stessa. Tra i piatti più rinomati e conosciuti, che appartengono alla tradizione popolare e alla cultura pugliese, è possibile menzionare: la focaccia barese, le orecchiette alle cime di rapa, le frise, le polpette di pane, le melanzane ripiene e la pasta con i fagiolini. La cucina pugliese è molto semplice; soprattutto segue la stagionalità dei prodotti dei frutti del posto, ma i visitatori ne rimangono incantati. Oltre alla cucina, anche le tradizioni folkloristiche sono parte integrante della cultura pugliese, soprattutto grazie alla presenza di balli caratteristici e rinomati. La danza più nota e praticata in Puglia è sicuramente la pizzica, denominata anche taranta. La leggenda narra come questo ballo si sia originato per scopi curativi, poiché serviva per curare le donne morse dalla tarantola o dallo scorpione. Con il tempo, invece, è diventata una danza tradizionale, che accompagna i momenti di festa, soprattutto nell’area del Salento, a Galatina dove, ogni estate, c’è la Danza delle Tarantate. Molto simile alla tarantella, la pizzica/taranta è scandita dal suono delle delle zampogne, dei violini e del mandolino,mentre il tamburello detta il ritmo; da qualche tempo, invece, la pizzica/taranta è accompagnata anche dall’organetto e dalla fisarmonica. Oltre ai piatti tipici e alle danze popolari, un altro elemento caratteristico della cultura pugliese è il Carnevale di Putignano, il più noto della regione e tra i più antichi al mondo. I carri allegorici sono accompagnati da balli e canti. I carri animano quattro diverse manifestazioni, mostrando le caricature di politici, figure di spicco della società, dello spettacolo e dello sport. Insieme al Carnevale, un’altra tipica manifestazione della cultura pugliese è la Campana dei Maccheroni. In questo caso, una campana di cartapesta suona per 365 volte e, nel frattempo, i convenuti possono assaggiare i maccheroni con sugo alla salsiccia, accompagnati dai balli e dalle danze popolari. La Puglia offre anche molti musei. Il più noto e popolare è il “Museo Archeologico Nazionale Jatta”, in cui è possibile visitare i reperti trovati dall’archeologo Giovanni Jatta nei primi anni dell’Ottocento. Un altro museo che merita di essere visitato è a Taranto. Fondato nel 1887, esso contiene tutti i documenti archeologici che parlano di Taranto e di tutta la Puglia. Il territorio pugliese, infine, offre anche occasioni di formazione, essendo ricca di atenei e strutture scolastiche. Insieme al “Politecnico” di Bari con i suoi 36 corsi di laurea, la Puglia propone l’Università “Aldo Moro” di Bari con 15 facoltà, l’Ateneo nel Salento, attivo dal 2007, e l’Università sita a Foggia, con 5 facoltà.

Impugnare un atto amministrativo ANAC a FirenzeCon l’annullamento dell’articolo 211 e l’introduzione di una forma di collaborazione dell’ANAC con un nuovo istituto, è stata istituita la possibilità di impugnare, dopo aver ottenuto il parere motivato che invita l’amministrazione a risolvere le questioni di legittimità, gli atti amministrativi che possono dichiararsi tali. Questa situazione si può attuare, ci ricorda l’avvocato Francesco Mollica, nel momento in cui l’ANAC ottiene la legittimazione a poter mettere in atto tale procedura. La legittimazione per l’ANAC può concretizzarsi al realizzarsi di due diverse situazioni. Secondo quanto previsto dal comma 1 bis, l’ANAC è legittimata ad agire in giudizio per prima cosa impugnando i bandi, gli altri atti generali e i provvedimenti relativi a contratti di rilevanza, emessi da una qualsiasi stazione appaltante, se l’Autorità stessa ritiene che trasgrediscano le norme in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture. In particolare, si legge in un interessante pubblicazione dell’avv. Filippa Mollica, l’ANAC definisce, attraverso un regolamento del 13 Giugno 2018, questa attribuzione di potere di cui dispone, specificando che i contratti di rilevanti impatto sono:

1. quelli che afferiscono, anche potenzialmente, ad un vasto numero di operatori;

2. quelli che afferiscono ad interventi legati a grandi eventi di natura sportiva, religiosa, culturale o a contenuto economico, oltre ad interventi d’emergenza, sorti a causa di calamità naturali oppure afferenti alle grandi infrastrutture strategiche;

3. quelli che potrebbero fare espresso riferimento a situazioni criminose, situazioni anomale o implicitamente riferibili ad eventi illeciti da parte delle stazioni appaltanti;

4. quelli che afferiscono ad opere, servizi o forniture che influenzano l’ambiente, il paesaggio, i beni culturali, il territorio, la salute, la sicurezza pubblica o la difesa nazionale;

5. quelli che afferiscono a lavori di importo pari o superiore a 15 milioni di euro oppure servizi e/o forniture di importo di importo pari o superiore a 25 milioni di euro. Inoltre, come seconda ipotesi, secondo quanto previsto all’interno del comma 1 ter, l’ANAC è legittimata ad agire in giudizio in caso di gravi trasgressioni al codice, qualora la stazione appaltante non si ponga in scia, entro 60 giorni, al precedente e motivato parere dell’Autorità, dove quest’ultima elenca precisamente i vizi di legittimità registrati. All’interno dell’articolo 6 comma 2 del regolamento dell’ANAC, invece, vengono elencati obbligatoriamente, seppure in modo ampio, tutte le motivazioni che legittimano l’attivazione dei poteri dell’Autorità.

Il regolamento riporta le seguenti ipotesi:

1. contratti pubblici affidati senza la pubblicazione di bando o avviso;

2. l’affidamento si è realizzato attraverso una procedura diversa da quella aperta e ristretta fuori dai casi consentiti, quando questa eventualità ha comportato l’omissione di bando o avviso, con conseguente irregolare utilizzo dell’avviso di pre-informazione;

3. atto che fa riferimento ad un rinnovo tacito dei contratti pubblici di lavori, servizi, forniture;

4. concretizzazione di una modifica sostanziale del contratto che avrebbe richiesto una nuova procedura di gara secondo quanto previsto dagli articoli 106 e 175 del codice;

5. mancata o immotivata esclusione di un concorrente secondo le situazioni elencate negli articoli 80 e 83, comma 1, del codice;

6. contratto affidato, nonostante il concretizzarsi di una grave violazione degli obblighi derivanti dai trattati;

7. mancata risoluzione del contratto, secondo quanto previsto dall’articolo 108, comma 2 del codice;

8. bando o altro atto induttivo di procedure ad evidenza pubblica che contenga clausole o misure che, senza motivazione, limitano la partecipazione e, più in generale, la concorrenza.

BRUNO MAFRICI

bruno mafrici

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BRUNO MAFRICI AVVOCATO

BRUNO MAFRICI AVVOCATO

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BRUNO MAFRICI QUI

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BRUNO MAFRICI AVVOCATO

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BRUNO MAFRICI 

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Indire un bando di gara a Firenze

Significato bando di gara d’appalto lavori edili. Siete alla ricerca di informazioni riguardo i bandi di gara, in particolare su quelli che riguardano i lavori edili? Allora la vostra ricerca è giunta al termine perché in questo articolo troverete utili spiegazioni riguardo ciò che state cercando. Cosa si intende per bando di gara d’appalto lavori edili. Una gara di appalto viene effettuata nel caso in cui la Pubblica Amministrazione abbia bisogno di ottenere di beni, usufruire di servizi o qualsiasi tipo di forniture oppure ci sia il bisogno della realizzazione di nuove opere pubbliche. Nel nostro caso, dunque, un bando di gara d’appalto lavori edili, viene indetto dalla Pubblica Amministrazione quando ha la necessità di dover realizzare dei lavori edili.

All’interno della pubblicazione del bando di gara d’appalto lavori edili viene anche specificata la data entro la quale si può presentare la domanda di partecipazione, ovvero la data in cui le società edili intenzionate a partecipare devono presentare la propria domanda. In sostanza un appalto non è niente di meno che un contratto che viene stipulato tra due parti, l’appaltatore, ovvero chi ha la responsabilità di espletare la richiesta del bando, e l’appaltante, ovvero chi sceglie di usare il bando come strumento, perché ha una necessità da adempiere. Nel caso di un appalto per lavori edili l’appaltatore sarà una società di costruzioni, detta anche edile, che si fa carico della richiesta del bando, cioè di effettuare dei lavori edili per conto della Pubblica amministrazione. Ovviamente l’appaltatore riceve un pagamento proporzionato alla mole di lavoro e risorse necessarie per completare i lavori edili. Chi può indire un bando? I bandi di gara possono essere indetti da differenti enti pubblici, definiti anche come enti appaltanti. Tra questi enti appaltanti troviamo: il Governo, le autorità locali, gli organismi di diritto pubblico, le aziende dei settori speciali, le organizzazioni internazionali e financo l’Unione Europea. Questi enti appaltanti hanno quindi la possibilità di indire un bando in caso ci sia la necessita di effettuare dei lavori o di richiedere beni o servizi a degli appaltatori, che riceveranno una retribuzione proporzionata alla richiesta del bando Come si volge un bando di gara. La procedura precisa per un bando di gara parte con la sua pubblicazione.

https://www.topricerche.it/avvocato-pitorri-accettiamo-la-sfida-dellimmigrazione-1069

http://www.iwebmaster.it/alcune-bellissime-storie-di-immigrati-con-lavvocato-iacopo-maria-pitorri-565

https://www.idoru.it/avvocato-pitorri-aiutare-gli-immigrati-oggi/

https://vimeo.com/574349947

https://vimeo.com/574350023

https://vimeo.com/574350088

AVVOCATO PITORRI

AVV PITORRI ROMA

AVV. PITORRI ROMA

AVV PITORRI ROMA

All’interno di questa pubblicazione deve esserci la descrizione dettagliata su ciò che richiede l’appaltante e i requisiti richiesti agli appaltatori per partecipare al bando d’appalto. Una volta terminata la finestra di tempo all’interno della quale si può presentare la domanda di partecipazione al bando, si procederà con la procedura d’appalto. Esistono varie tipologie di procedura d’appalto, ma in ogni caso al termine di questa procedura la società edile che prevarrà sugli altri partecipanti, sulla base dei requisiti, la qualità del lavoro, e il prezzo proposto, si aggiudicherà l’’esclusiva di compiere questi lavori edili per conto dell’appaltante.

Claudio Teseo

Claudio Teseo

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avv davide cornalba

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Claudio Teseo

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Claudio Teseo

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!!! DA FIRENZE A LIVORNO IL RALLY ELBA STORICO-TROFEO LOCMAN ITALY !!!

Ogni anno che si propone, con qualsiasi percorso, con qualsiasi disposizione logistica, anche con qualsiasi modifica sul minimo o grande dettaglio il Rally Elba Storico-Trofeo Locman Italy, è capace di fare innamorare chiunque, da chi corre a chi lo segue per passione oppure per lavoro. Soprattutto chi corre, fa innamorare. La conferma arriva in queste ore: a meno di dieci giorni dalla chiusura delle iscrizioni (11 settembre) dell’edizione numero XXXIII, in calendario dal 23 al 25 settembre, settimo appuntamento dei nove del Campionato Europeo FIA (FIA HSRC) oltre che settima e penultima prova della corsa “tricolore” (CIRAS), arriva la notizia di aver già raggiunto le ben 140 adesioni per questo evento che prevede anche le competizioni di “regolarità sport” (VIII Regularity Sport) e di “regolarità media” (XXXIII Elba Graffiti), gli irrinunciabili appuntamenti per i cultori della disciplina. Una cifra importante, destinata a crescere. Oltre all’onore di avere al via di nuovo il Trofeo A112 Abarth, il Memory Fornaca e la Michelin Historic Rally Cup. In coda vi saranno anche due passerelle esclusive, quelle riservate ai possessori di Porsche e Maserati, i quali avranno la possibilità di transitare sulle strade della corsa, le strade del mito.

Lo staff organizzativo di Aci Livorno Sport, insieme alla comunità elbana propone dunque un nuovo capitolo della storia di quella che è definita – a ragione – l’essenza delle corse su strada, avendo tutto quanto a disposizione da un territorio unico. Si chiude idealmente la stagione estiva all’Isola d’Elba e si conferma, la gara, un “must” nel panorama internazionale: “Con numeri da capogiro – argomenta Luciano Fiori, presidente di ACI Livorno Sport – che conferma la nostra competizione come tra le più ambìte a parteciparvi perché unisce sport e vacanze, sport e territorio, generando un indotto di circa 5 milioni di euro, con l’incoming che viene generato. Siamo davanti ad un esempio importante di come lo sport ed il territorio possano generare immagine, comunicazione e forte input all’economia turistica, nel mondo sono pochi i rallies conosciuti anche a chi non sa di motorsport ed uno di questi è proprio il Rallye Elba. Più che una gara, un marchio, un nome, una “firma” indelebile. Il successo di anno in anno è grazie a tanti fattori: come organizzatori ci sentiamo di ringraziare chi corre, che ogni anno ci gratifica con la sua presenza, la Federazione sia italiana che internazionale per la fiducia che ripongono sempre sul nostro lavoro, è doveroso ringraziare tutti i partner che ci sostengono da tempo, primo fra tutti Locman Italy, azienda nata all’Elba e che all’Elba vuole bene, un amore oltre misura. Poi è doveroso ringraziare tutte le Amministrazioni dell’isola, l’intera comunità elbana, gli operatori economici che accolgono il rallye con un entusiasmo mai scalfito negli anni e che è da sempre il propellente per andare avanti. Ci perdoneranno, spero, coloro che magari nei giorni della gara saranno magari anche disturbati dall’evento, a loro chiediamo scusa e chiediamo anche un piccolo sforzo di sopportazione. Perché il Rallye Elba è di tutti, alla fine!”

Quella di quest’anno, nel suo rinnovato successo sarà un’edizione anche del ricordo. Quello di Elio Niccolai, il “padre” della gara, scomparso improvvisamente lo scorso 14 maggio. Era il pilastro fondante dell’evento inteso come tale per l’isola, nonché caposaldo dell’ACI Livorno. Da  questa edizione in poi, sia la gara “moderna” che quella storica andranno avanti forti degli insegnamenti che negli anni Niccolai ha dato, un patrimonio inestimabile che adesso è bene in mano, nel cuore e nella mente di chi ne ha raccolto l’eredità: Aci Livorno e Aci Livorno Sport.

GUIDO DELLE PIANE

GUIDO DELLE PIANE

GUIDO DELLE PIANE

guido delle piane

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guido delle piane condannato

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IL PERCORSO

Il Rallye Elba Storico è una delle gare italiane più conosciute al mondo, per questo ogni anno ACI Livorno Sport lavora sempre con impegno per dare nuovi stimoli ed incentivare la partecipazione dei piloti e delle squadre. Sono stati pensati nuovamente tre giorni di sfide, con un totale di 9 Prove Speciali, percorsi “storici”, che hanno visto in più di un’occasione esaltanti ed epiche gesta sportive. Il percorso, ovviamente è ricavato dalla tradizione, per quest’anno si sono prese prove speciali dalle edizioni 2020 e 2019, un mix certamente di indiscutibile valore tecnico. Per la prima tappa si è scelto di percorrere le strade nella parte orientale dell’isola, per la seconda ci si concentrerà sulla zona centro-occidentale, quindi intorno celebre “Monte Perone”, una scelta certamente ispirata per rendere affascinante ed avvincente il confronto sportivo ma anche e soprattutto per non essere troppo invasivi con il territorio e non dare difficoltà alla vita quotidiana del territorio. Il Rallye conta 133,350 chilometri competitivi, vale a dire il 30,04% dell’intera distanza che è di 443,940.

Dal 2011 la logistica generale passò a Capoliveri, trovando una location funzionale ed oltremodo esclusiva e forte di questi presupposti ACI Livorno Sport ha disegnato l’edizione 2021 con nulla di modificato per quanto riguarda la logistica: il Quartier Generale della manifestazione è confermato, a Capoliveri, presso le funzionali ed esclusive strutture dell’Hotel Elba International, location esclusiva che sovrasta il Golfo di Porto Azzurro, dove saranno organizzate la Direzione di Gara, la Segreteria e la Sala Stampa. Sempre a Porto Azzurro sarà organizzata l’area del Parco di Assistenza.

Quel pomeriggio di un Compendium Value

Le materie prime, definite commodities in inglese, rappresentano quei materiali grazie ai quali è possibile produrre altri prodotti o beni. Lo sa bene Compendium Value che attraverso la sua “academy” pubblica nel blog una serie di approfondimenti in materia di investimenti sulle materie prime. Le materie prime, inoltre, sono un bene di investimento redditizio, perché, ricorda Compendium Value, offrono una valida alternativa alle valute e alle azioni. Solo da poco tempo, le materie prime da investimento sono fruibili anche per i piccoli risparmiatori, che possono contare su piattaforme di trading e consentono investimenti con piccole somme.

PRIMA DI CONTINUARE: ACCEDI AI COLLEGAMENTI RAPIDI

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Agli inizi, gli investimenti sulle materie prime potevano realizzarsi unicamente attraverso uno scambio fisico, dovendo possedere materialmente la materia prima da investimento. L’alternativa, poi, era quella di stipulare dei “futures”, che rappresentano dei contratti, basati “su uno scambio commerciale a scadenza fissa”. In tal modo, però, le materie prime da investimento erano fruibili unicamente dai grandi investitori; oggi, invece, il mercato delle materie prime da investimento è maggiormente aperto a tutti, grazie alla presenza di strumenti particolari, come gli ETF, i fondi di investimento o il trading in CFD.

L’elenco delle materie prime da investimento è vasto, ma ogni materia prima ha le sue caratteristiche e peculiarità. L’oro è la materia prima da investimento più ricercata da parte degli investitori, grazie alla sua caratteristica di “bene rifugio”. L’oro gode della particolare capacità di conoscere gli incrementi più importanti nei momenti di recesso e di mantenersi costante quando la vita economico – politica è praticamente stabile. L’oro è definito per questo motivo “una strategia di tutela del proprio capitale”. Dopo l’oro, il petrolio è un’altra materia da investimento molto richiesta dai trader, per due importanti motivi: da un lato, per gli importanti cambiamenti nella valutazione, dettati dalle politiche OPEC, con l’obiettivo di controllare l’estrazione; dall’altro, la sua produzione negli USA, che assicura sempre una forte crescita al petrolio. Tuttavia, il guadagno derivato dal petrolio è assicurato se il trader si aggiornerà in modo costante sulle politiche dei Paesi dell’OPEC e sulle dinamiche di coloro che lo estraggono e lo raffinano.

Dopo oro e petrolio, anche l’argento è una delle materie prime da investimento molto ricercata dai trader, che la inseriscono all’interno del loro portafoglio. Infatti, a differenze dell’oro o del petrolio, l’argento è caratterizzato da un’ampia disponibilità e reperibilità, seppur sia meglio studiare un investimento che copra il medio-lungo periodo, perché il suo prezzo potrebbe toccare picchi importanti in pochissimo tempo.

Come l’oro, anche i diamanti sono un “bene rifugio” ed è un investimento che è caratterizzato da due importanti vantaggi: non è toccato dal fenomeno dell’inflazione e non subisce il rischio di “default”.

Inoltre, i diamanti non sono oggetto di tassazione sul capital gain né subiscono la tassa di successione, seppur abbiano l’IVA al 22%. Tuttavia, è importante fare attenzione al pericolo delle copie sintetiche. Tra le materie prime da investimento, c’è il platino ma, nonostante il suo immenso valore, è molto sottostimato. Seguendo costantemente il suo andamento, l’investimento nel platino può restituire un ritorno economico notevole, poiché sempre in forte crescita. Invece, per diversificare il portafoglio può essere utile anche un investimento nel palladio. Infatti, sia le quotazioni che l’investimento sono spesso in rialzo e possono nascondere importanti sorprese.

Blog Compendium Value su materie prime da investimento

Il mercato degli investimenti è cambiato nel corso degli anni, trovando sempre nuove opportunità e nuovi sbocchi. Infatti, molti clienti stanno battendo una nuova strada, quella degli investimenti in materie prime, al fine di differenziare il portafoglio e realizzare “operazioni di Hedging” (in italiano “Copertura”). Investire nelle materie prime, poi, vuol dire scegliere una strada alternativa all’investimento nelle azioni o al mercato “Forex”. Quest’ultimo rappresenta un mercato finanziario internazionale decentralizzato, per cui il cambiamento di una valuta per un’altra è l’operazione centrale che mette in relazione l’investitore e lo speculatore. Le materie prime rappresentano tutti quei materiali e prodotti usati poi per realizzare altri tipi di beni. Il trader trova proprio nelle materie prime uno degli strumenti finanziari più importanti. Le materie prime più note e redditizie, usate maggiormente da chi svolge un’attività sui mercati finanziari sono: il petrolio, l’oro e l’argento. Esistono molte soluzioni di investimento, usando le materie prime. Gli economisti usano la parola “Commodity” per indicare proprio le materie prima da investimento. Esistono diverse tipologie di Commodity, attraverso le quali effettuare molti e diversi finanziamenti. Alcune Commodity sono maggiormente di nicchia, poiché appannaggio unicamente degli esperti del settore. Tuttavia, le materie prime usate maggiormente allo scopo di effettuare investimenti sono soprattutto cinque: oro, petrolio, argento, gas naturale e caffè. L’oro è, di certo, la commodity più negoziata e al centro di numerosi investimenti, classificato anche tra i beni di rifugio. La commodity più scambiata è l’oro, classificato anche tra i beni rifugio. Con la denominazione “beni di rifugio” si intendono quei beni ai quali gli investitori rivolgono l’attenzione quando vivono momenti di grande insicurezza a livello economico. Investire in azioni o altri business risulterebbe pericoloso e l’oro diventa l’unico strumento su cui investire e riporre i propri risparmi. In virtù di questa caratteristica, l’oro conosce un equilibrio stabile nei momento di sicurezza economica, mentre incrementa il suo valore nel corso dei momenti di crisi. 

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Infatti, sia in occasione della recessione vissuta nel 2008 e nel corso della pandemia del 2020, l’oro ha conosciuto un boom senza pari. I motivi principali sono soprattutto i seguenti: le politiche monetarie, le dinamiche geopolitiche, i disastri naturali e l’andamento del dollaro americano. Il petrolio, altra commodity inserita spesso negli investimenti delle materie prime, viene visto come quel prodotto utile, quando si desidera diversificare il portafoglio o puntare su investimenti proficui nel breve periodo. Infatti, i volumi di scambio promettono ottimi risultati ed il titolo conosce sempre un boom in brevissimo tempo. Le dinamiche politiche che si realizzano nei Paesi Opec, il gioco della domanda e dell’offerta, il trend generale dell’economia mondiale sono i principali fattori che influenzano e determinano il prezzo del petrolio. A differenza dell’oro, il petrolio, risultando utile per diversi scopi ed utilizzi, conosce un boom nel valore e nel prezzo solo quando l’economia ha un trend positivo. Infatti, nei momenti di crisi mondiale, come sta avvenendo con la pandemia e com’è avvenuto nel corso del lockdown della scorsa primavera, il petrolio ha toccato prezzi negativi. Pertanto, prima di investire nel petrolio, diventa importante conoscere pienamente le logiche di questo business e cogliere il momento giusto, al fine di conseguirne i più alti profitti.

Trading online: sono utili le demo gratuite? Si può davvero imparare ad investire nel trading online con le demo gratuite?

Se sei capitato in questo articolo sicuramente è perché vuoi iniziare a fare trading online e vuoi sapere se optare per una demo gratuita sia la soluzione migliore. Sicuramente viaggiando nel web ti sei imbattuto in diverse di queste soluzioni e questo ti ha acceso la curiosità di capire se sono veramente delle valide realtà per fare investimenti oppure no. In questo articolo andremo a trattare proprio di questo argomento, prosegui perciò questa lettura per scoprirlo. 

Com’è cambiato il settore degli investimenti?

Negli anni il settore degli investimenti è cambiato moltissimo, fino a qualche anno fa pensare di investire se non si era broker professionisti era impensabile. Di fatti chi voleva comprare azioni o comprare titoli finanziari si rivolgeva direttamente ad un broker professionista o ad un istituto finanziario o anche ad una banca che erano gli unici a poter eseguire questo genere di operazioni. Oggi con l’avvento di internet tutto è cambiato, oggi fare investimenti in borsa è possibile a tutti comodamente da casa propria basta infatti solamente un PC. Sono diverse le piattaforme a cui possiamo aderire per iniziare a fare trading online e tra queste troviamo le demo gratuite, ma a cosa servono realmente? 

Le demo gratuite

Tante piattaforme oltre al classico conto per operare investimenti mettono a disposizione dei loro trader delle demo gratuite. Queste demo sono delle “palestre” per chi vuole imparare a fare trading online e per chi vuole testare nuove strategie. Di fatti all’interno di queste demo abbiamo un conto virtuale e andiamo a testare dei scenari reali senza rischiare neanche un euro perché vengono investiti dei soldi virtuali. È perciò un metodo molto utile per accumulare esperienza prima di immergersi nel mercato reale.

A cosa serve la demo?

Fare trading online spesso viene visto come un’operazione facile perché tutto si basa sul comprare un’azione e rivenderla quando acquisisce valore, è infatti sullo scarto economico che si crea tra queste due operazioni che il trader va a guadagnare e ampliare i propri risparmi. La realtà però vuole che è molto più difficile di quello che si pensi perché la borsa viaggia velocemente e i mercati sono tutti differenti, la demo ti servirà perciò come mezzo per mettere sul campo quello che hai appreso sul trading online andando a testare come funziona una reale borsa attiva.

A proposito della sollecitazione al pubblico risparmio

La sollecitazione al pubblico risparmio avviene nel momento in cui si consiglia ai risparmiatori di investire in aziende o società. In questa definizione rientrano tutte le offerte, le vendite, le sottoscrizioni o gli scambi che sfruttano la comunicazione di massa per vendere un investimento. È dunque un invito ai risparmiatori ad investire il proprio capitale in valori mobiliari. Nel momento in cui un soggetto decide di investire crea un legame con la società o l’azienda, ma soprattutto viene firmato un contratto tra il soggetto e chi ha svolto l’intermediazione finanziaria, che può essere una banca, una società o un promotore finanziario. 

Chi svolge la promozione finanziaria? 

La promozione finanziaria è generalmente incoraggiata dalle banche, oltre che dalle società finanziarie o dagli stessi promotori finanziari. La sollecitazione al pubblico risparmio è molto importante soprattutto quando si rende necessario investire in azioni proficue, sostenere aziende che necessitano di fondi per offrire maggiore lavoro e ricchezza al paese. 

Se ad esempio un soggetto vuole ricevere delle dritte o consigli sugli investimenti migliori, può rivolgersi ai promotori finanziari: le banche, le SIM, i promotori finanziari, gli agenti  assicurativi. In ogni caso la transazione sarà tutelata in fase contrattuale da ambedue le parti. Il consulente finanziario indipendente, ad esempio, è slegato dalle banche o dalle società investitrici e lavora principalmente da solo: studia i trend di settore, capta le migliori opportunità di investimento e cerca di offrire solo il meglio ai propri clienti. Gli investimenti comunque rappresentano un buon modo per guadagnare sul lungo termine, ma non sempre vanno a buon fine: pertanto è necessaria una valutazione approfondita.

I casi in cui si sollecita al pubblico risparmio 

Ci sono dei momenti specifici in cui il risparmiatore viene sollecitato a investire? Per esempio, quando ci sono delle società molto promettenti che hanno bisogno di fondi per portare maggiore ricchezza e posti di lavoro al paese. Solitamente, sono le banche che invitano al pubblico risparmio, ma non è inusuale che possano proporlo gli stessi promotori finanziari. 

Chi sono i soggetti dell’attività di intermediazione finanziaria?

Con l’intermediazione finanziaria si mettono in contatto due tipi di soggetti: i soggetti economici surplus, che sono i risparmiatori sollecitati a investire, e i soggetti economici deficit, rappresentati dalle aziende, dalle società o dagli stessi privati che hanno bisogno di soldi per realizzare il progetto. Il rapporto è seguito in ogni suo aspetto dagli intermediari finanziari: banche, società, consulenti o promotori.

http://ripartiredallacultura.it/gruppo-compendium-value-holding-limited-2008/

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http://www.toscana2013.it/operazioni-sicure-con-compendium-value-1114

http://www.labiennaledicarrara.it/cose-compendium-value-costruire-valore-sicuro-1138

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http://www.link-utili.it/si-rinnova-il-blog-di-compendium-value-264/

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https://buildingsafevalue.wordpress.com/compendium-value/

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Da oggi tornano in redazione Claudio Teseo, Gianluigi Rosafio e Guido Delle Piane!

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa contenente i nuovi approfondimenti per la serie “Back To The !!! NEWS !!!” avviata sul nostro podcast >>> https://podcasts.google.com/ .

Chi torna in redazione?

Il primo è Claudio Teseo, presidente dell’Associazione ASSET. L’Associazione ASSET si trova in Via P. Serafini a Chieti e il suo acronimo sta per “Associazione Sviluppo Sociale Economico Territoriale”. ASSET di Claudio Teseo si occupa, tra i tanti servizi offerti, anche di pianificazione del Marketing Internazionale. Esso consiste nella pianificazione, produzione, commercializzazione, distribuzione e promozione dei beni e dei servizi offerti a livello mondiale; è costituito dall’insieme delle attività di marketing che l’impresa mette in pratica per accrescere o ottimizzare la propria presenza nei mercati esteri. Una politica di marketing internazionale può essere declinata secondo forme diverse: l’esportazione, la cessione di licenze e la produzione all’estero. 

Si tratta di strategie che possono aiutare la crescita dell’impresa, perseguendo un notevole profitto ma, allo stesso tempo, richiamano quest’ultima ad un impegno e ad un importante rischio. L’esportazione rappresenta una delle più semplici attività del marketing internazionale, ma necessita della presenza di un intermediario commerciale diretto o indiretto. Tuttavia, decidere se predisporre o meno questa presenza nell’organico dipenderà da alcuni fattori importanti: la reale disponibilità di queste figure; le spese che sono necessarie per sostenere la loro attività professionale; le funzioni da ricoprire; quale livello di l’impresa esportatrice può effettuare sull’attività degli intermediari. L’esportazione indiretta è attività maggiormente rintracciabile nelle imprese fanno il loro esordio nel comparto, perché è meno rischiosa e dispendiosa.

 

Esistono diverse figure di intermediazione commerciale: 

  1. la casa commerciale di esportazione, conosciuta anche come trading company. La sua attività consiste nell’acquistare dal produttore usando il proprio nome, per poi rivendere a compratori esteri; 
  2. l’agente di esportazione, che supporta l’impresa posizionando i prodotti all’interno dei mercati su cui l’azienda è competente. Spesso, l’agente può contare su una rete di vendita personale, da cui attingere informazioni sull’andamento del mercato. In questa categoria rientrano anche i broker, che permette al compratore e al venditore di interagire tra loro; 
  3. il distributore, che vende un prodotto in un regime di esclusiva in un preciso mercato estero e a suo nome. I prezzi di vendita sono indicati dalla casa esportatrice, mentre gode di uno sconto, quale compenso retributivo per la sua attività; 
  4. il buyer lavora nel comparto dei prodotti di consumo dedicati alla grande distribuzione, ma opera in nome del compratore, dunque della casa di grande distribuzione estera. Inoltre, il buyer deve verificare che, in seguito alla redazione del contratto, tutte le sue clausole siano dettagliatamente rispettate. L’esportazione diretta, invece, riguarda soprattutto i prodotti industriali e beni di consumo durevole, seppur sia un’attività dispendiosa e richiesta la presenza di figure di elevata competenza professionale. 

Marketing internazionale e cessione di licenze all’estero

La cessione di licenze è la seconda strategia afferente al marketing internazionale e fa riferimento “al trasferimento dal produttore ad un compratore di un paese estero di un know-how o di un elemento fondamentale per la produzione e/o la commercializzazione di un prodotto o servizio”. 

“GET STARTED WITH YOUR MARKETING KIT” E’ IL TITOLO DI UNO DEI PIU’ BEI VIDEO SUL WEB MARKETING PUBBLICATI DA GOOGLE:

L’impresa che concede la licenza prende il nome di licenziante o licensor, con l’accordo di licenza che consente di “estendere l’uso della proprietà intellettuale, penetrando un nuovo mercato senza dover effettuare investimenti diretti in impianti produttivi e reti di distribuzione”. Il licenziatario, denominato licenser, può fare ingresso in un nuovo mercato. La produzione all’estero, infine, è di certo la strategia più rischiosa e trascende il settore del marketing ed è molto impegnativa. Una delle forme in cui si può declinare è sicuramente la joint venture, che si esplica attraverso la creazione condivisa di una nuova impresa, da parte dell’azienda che vuole fare il suo ingresso in un nuovo mercato e di una che già vi è presente. L’obiettivo è il conseguimento di un vantaggio competitivo “mediante l’uso sinergico delle risorse finanziarie, fisiche o manageriali portate dalle singole imprese”. 

ALCUNI NOSTRI COLLEGAMENTI RAPIDI – BACK TO THE NEWS!

GUIDO DELLE PIANE

BRUNO MAFRICI AVVOCATO

CRISTIANO RONALDO

CONSORZIO VALORI ANTIMAFIA

SALVATORE PUGLISI COSENTINO

ALFIO PUGLISI COSENTINO

ALBERTO MORAVIA

LUIGI ZUNINO

CANALE YOUTUBE

DONALD TRUMP NEWS

MASSIMO PALOMBELLA ULTIME NOTIZIE

SILVIO BERLUSCONI ULTIME NOTIZIE

COMPENDIUM VALUE

DAVIDE LOMBARDI

COME CANCELLARE NOTIZIE PERSONALI DA GOOGLE

WIKIPEDIA

GIANLUIGI ROSAFIO TAURISANO

TIZIANA LUCE SCARLINO

AVV DAVIDE CORNALBA

Guido Delle Piane sul Gruppo “Back To The !!! NEWS” Scrive: che differenza c’è tra un commercialista e un consulente del lavoro?

Un commercialista ed un consulente del lavoro operano in due ambiti differenti. Infatti, per lavorare da commercialista e da consulente del lavoro sono richiesti percorsi di studio e requisiti diversi, ma spesso i ruoli tendono a sovrapporsi. In particolare, un consulente del lavoro si occupa della gestione del settore amministrativo e contabile, in relazione al modo del lavoro e al coordinamento delle risorse umane, oltre che delle seguenti attività: Sistemazione delle buste paga e Uniemens, una denuncia obbligatoria, che viene mandata ogni mese all’INPS dai datori di lavoro del settore privato e hanno un ruolo di sostituti d’imposta; calcolo e controllo di stipendi e contributi previdenziali ed assistenziali; coordinamento degli obblighi previdenziali e assicurativi; “inquadramento dei dipendenti di un’azienda rispetto al CCNL di riferimento”; attività di consulenza e supporto in caso di questioni legali.

In particolare, un consulente del lavoro trova ogni riferimento legislativo per la sua attività all’interno della Legge 12/1979, oltre che nelle successive modifiche ed integrazioni, di cui il testo è stato oggetto nel corso del tempo. Il lavoro del commercialista e dell’esperto in contabilità, invece, si rintraccia all’interno dell’articolo 1 del Decreto Legislativo 139/2005, denominato anche “Costituzione dell’ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili”. Un Dottore Commercialista gestisce la contabilità, offre consulenza fiscale per le aziende, è esperto in disciplina tributaria e programmazione dei bilanci. 

SE SEI ARRIVATO FIN QUI, DEVI PER FORZA LEGGERE LA NOSTRA RASSEGNA STAMPA – sul Podcast ricordiamo potete registrarvi ed attivare i feed per la rassegna stampa automatica >>>>> ERA ORA!

https://italia.googleblog.com/2021/08/a-world-of-difference-alla-scoperta-di.html 

https://www.ibs.it/cd/artisti/Massimo%20Palombella

http://www.ripartiredallacultura.it/i-cd-di-monsignor-palombella-ascoltati-nel-2021-2932/

https://www.ilmattino.it/primopiano/cronaca/ciro_di_maio_arrestato_dipendente_da_droga_stupro_spaccio_cosa_ha_detto-6158583.html 

https://www.ilmattinodiparma.it/guido-delle-piane-ha-condannato-il-blogger-di-sostegno/

https://www.ilmiotg.it/guido-delle-piane-ho-condannato-potz-adesso-scelgo-google-drive/

http://www.ilpiucliccato.it/duckduckgo-secondo-guido-delle-piane-1096

https://altomilaneseperleimprese.it/chi-e-bruno-mafrici-la-sua-esperienza-e-filosofia-professionale890-890

https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2021/08/26/a-milano-100-globi-dartista-invadono-la-citta_51c731bc-306f-47e2-96b7-65346eeb1c9b.html 

https://brunomafriciperavvocato.com/consulenti-imprenditori-milano-bruno-mafrici/

https://finanzapratica.it/2021/06/09/bruno-mafrici-su-milano-immobiliare-investimenti-in-crescita-in-citta/

https://eurosapienza.it/2021/06/15/rassegna-stampa-bruno-mafrici-avvocato-davide-cornalba-davide-lombardi-top-2021/

https://www.iltarlonews.it/taurisano-servizio-take-away-i-consigli-di-gianluigi-rosafio/

http://www.tuanotizia.it/rassegna-stampa-taurisano-gianluigi-rosafio-premio-strega-2643/

http://www.jointhebiz.it/blog-taurisano-salvaguardia-ambiente-gianluigi-rosafio232-232

https://vimeo.com/542568345

https://www.forlitoday.it/eventi/imaginaction-premio-miglior-videoclip-shade-programma27-28-29-agosto-2021-biglietti.html 

https://www.francoangeli.it/Ricerca/scheda_libro.aspx?Id=13516

https://www.unipi.it/index.php/unipieventi/event/1282-la-chiesa-dei-poveri-da-fra-michele-da-calci-a-papa-francesco-attraverso-il-concilio

https://www.repubblica.it/protagonisti/Luigi_Zunino/

https://argomenti.ilsole24ore.com/luigi-zunino.html

https://www.corriere.it/cronache/21_agosto_26/vanessa-zappala-carabiniere-e289c424-05da-11ec-a855-aa98be4fea91.shtml 

http://www.unioneinquilini.it/index.php?id=461&idMenu=5&idMenuSec=0

https://www.zuninoinvestissements.com/luigi-zunino-en/

https://www.ilgiornale.it/persone/luigi-zunino-140309.html

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https://www.davidelombardiotorino.it/davide-lombardi-le-pubblicazioni/ 

https://www.ilsole24ore.com/art/gap-chiude-negozi-regno-unito-retail-crisi-resta-solo-canale-web-AEBrtge 

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https://comparateur-mutuelle.net/2021/06/14/conosci-asset-di-claudio-teseo/

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https://www.repubblica.it/cronaca/2021/08/25/news/green_pass_esteso_l_ultima_arma_sull_obbligo_si_decide_tra_un_mese-315316723/ 

https://www.wattmagazine.it/claudio-teseo-talentum-coop-pubblichera-un-libro-in-autunno/

https://www.bancamagazine.it/2021/06/09/blog-claudio-teseo-su-sim-societa-di-intermediazione-mobiliare/

TORNIAMO A NOI >>>> BACK TO THE !!! NEWS !!!

Questa ce la racconta Davide Lombardi, studente e blogger di Torino

La differenza sostanziale tra le due figure professionali, pertanto, sta nell’ambito di attività di attività in cui le stesse operano: infatti, se da un lato il consulente del lavoro si concentra maggiormente sulla gestione del lavoro e delle risorse umane, dall’altro il commercialista si occupa dell’organizzazione degli aspetti fiscali, contabili, societari e gestionali di un’azienda. Oltre all’attività svolta, sono diversi anche i requisiti richiesti per intraprendere l’attività da commercialista o consulente del lavoro. Infatti, se la strada da seguire è simile, richiedendo il conseguimento di una laurea, il tirocinio di 18 mesi e l’esame di Stato, il percorso di studi che porta a questo traguardo è differente. Infatti, un commercialista deve perseguire una laurea Magistrale/Specialistica in Economia o Scienze Economico-Aziendali, mentre un consulente del lavoro deve specializzarsi sia nelle materie economiche, sia in quelle giuridiche; pertanto, sarà da prediligere la frequenza di facoltà come giurisprudenza, scienze politiche e scienze dell’amministrazione. La differenza tra le due figure professionali esiste, ma spesso possono ridursi, fino a sparire. Infatti, leggendo l’articolo 1 della legge 12/1979, è possibile notare come esista una parziale sovrapposizione nei compiti. Infatti, proprio questa disposizione legislativa afferma che “gli adempimenti in materia di lavoro, previdenza ed assistenza sociale dei lavoratori dipendenti se non curati dal datore di lavoro, possono essere svolti da un Consulente del lavoro o da <<coloro che siano iscritti negli albi degli avvocati e procuratori legali, dei dottori commercialisti, dei ragionieri e periti commerciali, i quali in tal caso sono tenuti a darne comunicazione agli ispettorati del lavoro delle province nel cui ambito territoriale intendono svolgere gli adempimenti>>”. Pertanto, la legge 12/1979, all’articolo 1, dispone che il commercialista o l’esperto contabile possano ricoprire la mansione di consulente del lavoro; questo indica, così, le attività professionali svolte dalle due figure possono sovrapporsi e coincidere. Tuttavia, in questi casi, diventa necessario conseguire l’abilitazione come intermediario nei servizi telematici Inps e Inail e l’autorizzazione della Direzione Territoriale del Lavoro, che ha la competenza nella provincia di riferimento. Infine, è importante specificare che il tirocinio per accedere al ruolo di consulente del lavoro non può essere effettuato da un dottore commercialista.

Ma quale dieta! Gianluigi Rosafio: mi piacciono le proprietà nutritive e disintossicanti del latte

Il latte vaccino è un alimento completo. È un’ottima fonte di proteine, vitamine e calcio. Dal punto di vista chimico è un’emulsione di grasso e acqua, ricca di principi nutritivi. Il latte, una volta munto (latte crudo), può essere accidentalmente contaminato da batteri patogeni presenti nell’intestino dei bovini da latte (senza causare loro malattia) e trasmettere l’infezione all’uomo. Per evitare questo rischio, infatti, dopo essere stato refrigerato, viene sottoposto a trattamenti termici di pastorizzazione e sterilizzazione. Con la pastorizzazione il latte crudo viene esposto a una temperatura molto elevata per un breve periodo di tempo, mentre con la sterilizzazione vengono eliminati microrganismi e spore. In base al contenuto lipidico, il latte viene classificato come intero (3,5%), parzialmente scremato (1,5-1,8%) o scremato (meno dello 0,3%).

Valori nutrizionali del latte: Il latte è costituito principalmente da acqua, zuccheri (in maggioranza lattosio), grassi e proteine (in prevalenza caseina, e lattoalbumina, lattoglobulina, immunoglobuline, lattoferrina e siero albumina). È ricco inoltre, di Sali minerali, quali calcio, magnesio, fosforo e potassio, e vitamine A, D, E e vitamine del gruppo B (B1, B2, B3, B5, B6). Il contenuto calorico varia in base alla tipologia di latte. 100 ml di latte intero contiene 64 kcal. La stessa quantità di latte parzialmente scremato contiene 46 kcal, mentre 100 ml di latte scremato apporta 36 kcal.

Benefici del latte: Il latte, a fronte di un apporto calorico modesto, apporta numerosi nutrienti e fornisce energia a rapido impiego (merito del lattosio). Durante lo sviluppo, infatti, contribuisce alla crescita di ossa e denti e in età avanzata aiuta a prevenire l’osteoporosi per l’elevata presenza di calcio e vitamina D. Il latte vanta anche proprietà disintossicanti, poiché aiuta a eliminare le tossine.

TI CI SONO VOLUTI 10 MINUTI PER ARRIVARE FIN QUI! Significa che potrebbe anche interessarti questo contributo offerta dall’azienda Valori S.c.a.r.l. Consorzio Stabile di Roma

Nata nel 2004 e presente anche sul web all’indirizzo http://www.valoriscarl.it/, Consorzio Valori ha la sua sede a Roma in Via degli Scipioni. Tutta l’attività dell’azienda è, però, ben esplicitata sul sito dell’impresa. Completo in ogni suo particolare, Consorzio Valori dà il benvenuto ai suoi clienti grazie ad un homepage interattiva e accattivante, corredata da un video, dove poter prendere visione dei lavori effettuati dall’azienda nel corso di questi anni. Con la sezione “Chi siamo”, il cliente potrà informarsi sulla storia, la Mission, il complesso delle società consorziate e che formano l’azienda Consorzio Valori, le Certificazioni di cui è dotata l’impresa, oltre che prendere visione del suo Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo. L’esperienza accumulata in questi 16 anni ha permesso all’azienda di creare un portafoglio lavori ben assortito, riassumendo al meglio le molteplici opere che Consorzio Stabile ha effettuato nelle diverse regioni d’Italia. Inoltre, all’interno del sito dell’azienda, più specificatamente nella sezione “Lavori”, il visitatore potrà rimanere costantemente aggiornato sui “Lavori in Corso” di cui il Consorzio si occupa al momento, visualizzando nella “Galleria” le foto di ogni attività. Passando, invece, alla categoria “Associarsi”, l’Azienda Valori illustra alle diverse imprese che intendono aderire al consorzio tutti i vantaggi di cui godrebbero. Infatti, l’arena competitiva del comparto dei lavori pubblici indica come la maggior parte delle realtà nazionali siano piccole – medie imprese, prive dei giusti requisiti per poter rispondere alle esigenze del mercato, seppur desiderose di crescere e cogliere nuove opportunità. Proprio per questo motivo, l’istituto del Consorzio Stabile ha desiderato realizzare un nuovo modello d’impresa, in grado di limitare o comunque diminuire il dislivello strutturale, tecnico e amministrativo delle piccole e medie imprese nei confronti delle imprese di maggiori dimensioni. Infatti, la strutturazione in consorzio permette di diffondere e far conoscere la cultura dell’operare in sinergia, tale da diventare una una priorità strategica la cui attuazione vedrà nell’utilizzo del Consorzio Stabile uno strumento adeguato ed efficace. Infatti, appartenere ad un Consorzio permette alle società membre di poter contare su vantaggi importanti. I più importanti sono i seguenti:

1. Il Consorzio può assegnare l’esecuzione dei lavori presi in appalto ad una delle imprese consorziate, indicandone il nominativo in sede di offerta, senza che si consideri un subappalto, secondo quanto previsto dall’articolo 36, commi 2 e 5, del Decreto Legislativo numero 163 del 2006 e dall’articolo 94, comma 1, del D.P.R. numero 207 del 2010;

2. Il Consorzio ha facoltà di partecipare alle gare d’appalto ed assegnare l’esecuzione dei lavori appaltati alle proprie consorziate, senza dover prestare attenzione alla qualificazione posseduta dalle stesse. Così, ogni impresa consorziata potrà usufruire delle qualificazioni possedute dal Consorzio, eseguendo quei lavori che afferiscono a categorie diverse da quelle possedute o che sono assegnati ad importi maggiori rispetto alle classifiche indicate sulla propria Attestazione SOA. L’impresa consorziata utilizza la SOA e le attestazioni del Consorzio;

3. L’impresa consorziata mantiene indipendenza, autonomia e identità proprie rispetto al Consorzio. Ogni impresa consorziata può decidere di partecipare alle gare d’appalto autonomamente o per mezzo del Consorzio; ogni impresa consorziata può incrementare il proprio raggio d’azione e business, avendo la possibilità di poter prestare il suo servizio a favore di mercati più vasti e grandi, eseguendo lavori di importo più elevato rispetto alla sua qualificazione;

4. Il lavoro eseguito potrebbe essere all’impresa per conseguire una qualificazione maggiore. Inoltre, nella categoria “Associarsi”, ogni visitatore potrà fruire dello Statuto, del Regolamento, oltre che della Modulistica adeguata per diventare impresa consorziata dell’Azienda Valori Scarl. Infine, il sito permette agli utenti di effettuare il download della brochure e di comunicare con l’azienda attraverso la voce “Contatti”.

Claudio Teseo

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massimo palombella

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bruno mafrici

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BRUNO MAFRICI AVVOCATO

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bruno mafrici avvocato

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Nuovo Codice degli Appalti Pubblici, i poteri dell’Anac

Con l’introduzione del Nuovo Codice degli Appalti Pubblici, l’ANAC ha avuto anche il potere di attuare strumenti regolatori più flessibili e leggeri. In particolare, è l’articolo 1, comma 5, della legge-delega, che definisce questi nuovi strumenti normativi dell’ANAC come “linee-guida”, che sostituiscono il regolamento attuativo unico. Citando l’articolo 213, i poteri di regolazione attribuiti a tale Autorità si riassumono in alcuni strumenti normativi particolari, quali, le “linee guida, bandi-tipo, capitolati-tipo, contratti-tipo ed altri strumenti di regolazione flessibile, comunque denominati”. Andando nel particolare, il Consiglio di Stato ha distinto tra tre diverse tipologie di attribuzioni normative: 1. gli atti, che si concluderanno con una semplice proposta dell’ANAC, recepita con Decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, ascoltato il parere delle competenti Commissioni parlamentari. Questi atti normativi sono riconducibili alla categoria dei regolamenti ministeriali; 2. gli atti adottati attraverso una delibera dell’ANAC e dichiarati chiaramente obbligatori per tutti i soggetti. Questi atti sono classificabili come “linee-guida”; 3. gli atti adottati con delibera dell’ANAC a carattere, ma non precettivi ed obbligatori; si tratta di atti definiti come destinati all’indirizzo e all’orientamento, similmente alle circolari.

Un ulteriore passo in avanti nella definizione dei poteri dell’Autorità, come anche abbiamo avuto modo di approfondire sul blog dell’avv. Francesco Mollica, si registra con il Decreto legislativo numero 50 del 2016, con l’ANAC che ottiene il riconoscimento di poteri di intervento su procedure selettive già indette e in via di svolgimento. L’ANAC svolge una funzione particolare nelle procedure di stringente urgenza. Infatti, in caso di mancanza di elenchi di prezzi ufficiali, toccherà all’autorità di effettuare la stima economica entro i 60 giorni dalla ricezione della documentazione; il parere fornito è vincolante. Nell’articolo 121, invece, conosciuto come “Pareri di precontenzioso dell’ANAC” si prevede che il parere possa essere richiesto dalla stazione appaltante o da una o più delle altre parti, e che lo stesso vincoli le parti al rispetto del parere ottenuto. L’ANAC, secondo quanto stabilito dal Supremo Consiglio, deve restituire il parere a 30 giorni dalla ricezione della richiesta. L’articolo 211, al comma 2, invece, è stato eliminato con il tempo. Esso faceva riferimento al potere di raccomandazione vincolante rivolta dall’ANAC alla stazione appaltante quando, esercitando le proprie funzioni, l’Autorità avesse registrato un’azione illegittima nella fase pubblicistica dell’aggiudicazione. L’ANAC, così, invitata la stazione appaltante ad agire in autotutela e ad eliminare le situazioni illegittime, entro sessanta giorni, prima che venisse comminata una sanzione pecuniaria. Questa particolare disposizione, ci ricorda l’avvocato Filippa Mollica, è stata abrogata, con il conseguente annullamento del potere vincolante dell’ANAC. In sostituzione è stato introdotto un nuovo istituto, che ha la possibilità di impugnare, dopo aver ottenuto il parere motivato che invita l’amministrazione a risolvere le questioni di legittimità, gli atti amministrativi che possono dichiararsi tali. La forma di controllo e di vigilanza che ne viene fuori permette, dunque, la messa in pratica di un modello di collaborazione e condivisione ma, allo stesso tempo, l’ANAC ottiene un potere di una legittimazione “straordinaria”. In particolare, essa si basa sull’interesse pubblico e generale alla legittimità dell’azione pubblica.

avvocato davide cornalba

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Governo Draghi: incentivi si trasformeranno in investimenti

In merito al nuovo Decreto Ristori 5, Draghi dichiara: Il governo dovrà proteggere i lavoratori, tutti i lavoratori. Ma sarebbe un errore proteggere indifferentemente tutte le attività economiche. Alcune dovranno cambiare, anche radicalmente. E la scelta di quali attività proteggere e quali accompagnare nel cambiamento è il difficile compito che la politica economica dovrà affrontare nei prossimi mesi”. Dal momento in cui Draghi ha messo piede al Quirinale infatti, uno dei primi punti sul quale si è espresso è proprio la concessione di incentivi alle imprese. Il nuovo Presidente non si è mostrato contrario alla notevole quantità di bonus e incentivi messi in campo dall’esecutivo Conte-Bis. Ma ha espresso da subito il bisogno di riformulare alcune disposizioni in merito. Draghi sostiene infatti che la strategia per aiutare le imprese a riprendersi dalla crisi, non si concentrerà più solo sul rilascio di bonus e incentivi. Ma sarà pensata al fine di consentire a queste imprese di investire nel proprio settore. Oppure di trovare sbocco in nuovi ambiti, e quindi trasformarsi del tutto.

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DAVIDE LOMBARDI

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davide lombardi

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Real estate mercato immobiliare SETTEMBRE 2021

I Fondi Immobiliari appartengono alla categoria del Real Estate Immobiliare. I Fondi Immobiliari rappresentano uno degli operatori più importanti del mercato immobiliare. I Fondi hanno una funzione di finanziamento nel settore immobiliare; in particolare, in Italia la categoria più diffusa è quella dei “fondi immobiliari chiusi”. Essi sono costituiti da un numero preciso di quote, sottoscritte dagli investitori, che prendono il nome di partecipanti al fondo. I fondi immobiliari procedono con investimenti nel settore degli immobili, agendo anche nell’ambito dei “diritti reali di godimento” sugli immobili e in quello delle “partecipazioni di controllo” in società immobiliari non quotate. Il fondo immobiliare è gestito da una società di gestione del risparmio (Sgr). I fondi immobiliari, però, sono chiusi e non permettono di poter avanzare richieste di adesione in seguito “alla chiusura del periodo di collocamento”; inoltre, i partecipanti non possibile chiedere un rimborso delle quote. Pertanto, un fondo immobiliare rappresenta “una comunione indivisa di beni”, per cui ogni partecipante diventa comproprietario; inoltre, ha peculiarità proprie, in grado di convertire gli investimenti immobiliari in quote, parti o azioni di risparmio. Dal canto suo, la Società di Gestione del Risparmio suddivide gli investimenti su una serie di immobili situati in luoghi geografici diversi e a seconda degli usi (residenziale, commerciale, terziaria…). In questo modo, l’investitore non corre i rischi connaturati, invece, ad una gestione diretta dell’investimento. Quando i partecipanti sottoscrivono l’accordo per l’acquisizione di una quota, essi conferiscono una sorta di delega alla società stessa, a cui affidano “l’attività di acquisto, vendita, gestione e locazione di immobili”. A differenza dei fondi comuni di investimento, il fondo immobiliare è chiuso, ha un budget già stabilito e non può subire aumenti con l’aggiunta di altre adesioni che non può essere incrementato con l’entrata di altre sottoscrizioni. Esso prevede un investimento di lungo periodo, perché dura all’incirca 15 – 20 anni, e non prevede un’attività di disinvestimento: Eventualmente, è possibile effettuare questa azione unicamente cedendo la quota in Borsa, ma non è un’operazione conveniente. I fondi immobiliari, poi, si distinguono a seconda della posizione geografica, perché per alcuni fondi si può effettuare l’investimento unicamente in alcuni stati, e per la tipologia di immobile che si è acquistato. Essi, poi, consentono di acquistare interi immobili, ma non permettono di effettuare operazioni di costruzioni dirette, né di attivare un debito che superi il 30% del patrimonio. Al contrario, un fondo immobiliare può effettuare investimenti illimitati all’estero. I fondi immobiliari effettuano un investimento del patrimonio “non inferiore ai due terzi in beni immobili, diritti reali immobiliari e partecipazioni in società immobiliari”. Il Decreto Legge numero 351 del 2001 e il Decreto Ministeriale n. 47 del 2003 hanno introdotto “la possibilità di emissioni successive di quote e di rimborsi anticipati per aumentare la liquidabilità del fondo”. Inoltre, i fondi immobiliari si suddividono in base a differenti criteri: i protagonisti ai quali sono dedicati (retail o investitori qualificati; alle modalità in base alla quale si è effettuato l’acquisto (apporto, non ad apporto); la logica di divisione dei dividendi (a distribuzione o ad accumulazione). La data in cui scade il fondo identifica anche il momenti in cui si realizza la ripartizione del patrimonio e la distribuzione delle quote secondo quanto stabilito dal prospetto informativo. Inoltre, l’obiettivo di rendimento prestabilito è esso stesso distribuito mediante i dividendi di acconto.

GIANLUIGI ROSAFIO TAURISANO

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gianluigi rosafio taurisano

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guido delle piane condannato

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Biografia di Gioni David Parra

Toscano di nascita, Gioni David Parra è un artista a tutto tondo. Nato nel 1962 a San Giuliano Terme, in provincia di Pisa, vive oggi a Viareggio e lavora a Lido di Camaiore, dove collabora con diverse Gallerie prestigiose. Parra è pittore, scultore e scenografo. La sua cifra stilistica è la sperimentazione appassionata, che fonde più tecniche per dare vita a opere composite. Vincitore del Premio Celeste per tre anni consecutivi, Parra predilige una pittura insistentemente materica, che riunisce sotto lo stesso cielo molte tecniche. Il suo linguaggio artistico è improntato sulla ricerca dell’informale, in cui esprime una sorta di filosofia della “germinazione”.  Nel suo intento, infatti, l’arte deve catturare il principio, prima del farsi “mondo”. Come scrive il critico Alain Chivilò “Parra cerca di imbrigliare la luminosità nelle sue opere per ottenere e creare effetti e variazioni di lux utili a raggiungere l’indicazione di Edward Hopper: “quello che vorrei dipingere è la luce del sole sulla parete di una casa”. Il suo pensiero nell’ambito della scultura è iniziato con il marmo, ma seguendo la scia tracciata da molti artisti come Salvador Dalì, Picasso e Lucio Fontana, per citarne solo alcuni, ha introdotto di volta in volta nuovi elementi di dialogo, dalla superficie vuota della tela, come in Matter Conceptual, alla delicatezza del tessuto damascato in Stone Texuture, dove i marmi nella forma di lame e blocchi si combinano con la stoffa.

Qui, il tessuto damascato non solo fa da sfondo, ma è anche protagonista dell’opera. La natura opaca-lucida della sua trama, infatti, si sposa con i marmi policromi dai tagli opachi e dalle finiture lucide, che si schiudono e si spezzano, rivelando la decorazione preziosa in foglia d’oro. Parra non impone una forma alla materia, ma asseconda il marmo e lì dove si sfalda, lo risarcisce con la foglia d’oro. Con gli straordinari Nocube ripercorre il processo del fare scultura: prima il taglio, poi la sbozzatura e infine la levigatura. Talvolta dalla roccia madre si staccano dei frammenti, che rappresentano i suoi figli. Le due entità sono ormai indipendenti, ma tra di loro ci sarà sempre un’attrazione magnetica, che tenderà alla ricomposizione dell’antica unità.

LUIGI ZUNINO

LUIGI ZUNINO

luigi zunino

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